Come dire: il galateo della comunicazione secondo Bartezzaghi

come dire bartezzaghi Come dire: il galateo della comunicazione secondo BartezzaghiIl titolo che abbiamo tra le mani oggi è Come dire. In una vera foresta di parole, il più più divertente enigmista d’Italia, con la consueta leggera serietà,  ci spiega come maneggiare i linguaggi del nostro tempo, alle prese con il vocabolario nell’era di Facebook, le sgrammaticature intramontabili, le istruzioni per parlare e scrivere senza sbagliare troppo. E in tutto questo, riesce a farci a sorridere.

L’autore è Stefano Bartezzaghi, il nostro linguista preferito, quello dall’ “allitterazione allappante” (op. cit.), conosciuto per le rubriche grondanti giochi di parole sul quotidiano la Repubblica ma anche per i suoi libri. Porta un cognome importante, da figlio d’arte: suo padre Piero era l’autore dei leggendari cruciverba.

Puoi comprare Come dire su bol.it. C’è anche la versione autografata da Bartezzaghi in persona. Come dire è disponibile anche in formato ebook 

 

Estratto #1: conosci i tuoi emoticon

Da Come dire abbiamo estratto due brani, e visto che siamo su internet cominciamo da questi utili esercizi “per impratichirsi con emoticon rari e meno rari”: vediamo se conosci la risposta giusta.

P.:-)
a. Ho un cerchio alla testa.
b. Ho i capelli mossi.
c. Ho le pigne in testa.

@->–> -
a. Una rosa.
b. E la chiocciola va.
c. L’odore si sente fin qui.

:’-)
a. Sono così contento che sto piangendo di gioia.
b. Hai un bruscolino nell’occhio.
c. Mi cola il rimmel.

:-C
a. Mi sto facendo la dentiera.
b. Ho trovato un ferro da cavallo per la strada ma avevo le
mani occupate e ho dovuto raccoglierlo con la bocca.
c. Non ci credo.

%)
a. Sono ubriaco.
b. Stamattina l’eyeliner andava per conto suo.
c. Le mie stock options filano a gonfie vele.

{(:-)
a. Porto una parrucca.
b. Ti impartisco la mia benedizione.
c. Non pioveva, era proprio un piccione.

oo
a. Siamo pari.
b. Farina doppio 0.
c. Raggio di luce nel messaggio.

Le soluzioni? Le trovi a pagina 88 del libro :-)

 

Estratto #2: come fottersene della grammatica e vivere felici

Tanto per invogliarti, ecco un altro brano da Come dire. Qui il Nostro ci dà una lezione di comunicazione postmoderna:

“Valutate voi gli effetti di un anacoluto, di una pronuncia malcerta, di una parola sgarbata. Ognuno ha il diritto di apparire ignorante, sciatto, volgare, snob, ricercato, tamarro, pedante, infantile. È il vecchio paragone con l’abbigliamento: nessuno vi proibisce di andare a laurearvi con le infradito. A me preme solo assicurarvi che c’è una relazione fra il linguaggio che usate e l’ambiente e la circostanza in cui lo usate. È meglio saperlo, è meglio tenerne conto. Ma non c’è libro che possa farvi provare cosa succede se parlate a un bambino come se fosse un vigile urbano, e viceversa; se ripetete al farmacista, in negozio, lo stesso insulto che gli avete rivolto (senza peraltro riconoscerlo) in automobile il giorno prima; se dite “corrusco” per significare “corrucciato”. Se è impossibile essere felici senza mai fare neanche un errore (e questo è Paolo Conte), la felicità ha il suo prezzo, ma il conto viene assegnato individualmente. Non posso immaginare io quali esperienze vi insegneranno cosa evitare. Sarebbe come pensare di insegnarvi che il gelato al cioccolato è migliore di quello alla banana, o che il blu vi dona e il marrone no.”
(Stefano Bartezzaghi, Come dire, pag. 207)

 

Bartezzaghi e la sua identità culturale

Ovvero: quella volta che incontrammo Bartezzaghi a Pietrasanta (nei giorni in cui stava scrivendo Come dire) e la nostra amica Andrea Delogu lo interrogò sui libri della sua vita (e lui ci svelò i suoi segreti letterari):


Scritto da bol.it - 7 ottobre 2011

2 commenti


  1. robby
    9/10/2011 , 20:35

    Una piccola precisazione: Stefano Bartezzaghi non è mai stato “conosciuto per i suoi leggendari cruciverba”. Quelli erano opera di suo padre, il grande Piero Bartezzaghi. Dopo la sua scomparsa, il “Bartezzaghi” prosegue sulle pagine della nota Rivista ad opera dell’altro figlio, Alessandro…


    • 10/10/2011 , 09:50

      giusto, e grazie della precisazione necessaria.

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