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Paolo Conte: tu ci dici cosa ne pensi, noi ti regaliamo un libro
Di Gong-Oh, la nuova raccolta ce ne aveva parlato Paolo Conte in persona quando lo abbiamo intervistato. E visto che l’8 novembre è il gran giorno dell’uscita di Gong-Oh in tutta Europa, ci è venuta un’idea libresca e giocosa. Noi ci mettiamo un libro, tu le parole.
1) Procurati una copia di Gong-Oh;
2) ascoltalo e scrivi qui, nei commenti, quale è la tua preferita fra le canzoni contenuti nell’album e spiega il perché;
3) a colui/colei che scriverà il commento più simpatico o poetico, la giuria (ossia noi della redazione) regaleremo una copia di Tutto un complesso di cose – Il Libro di Paolo Conte (Giunti, 2011), bella biografia illustrata con testi, disegni e foto di Paolo Conte e di tanti suoi ammiratori.
Tutto chiaro? Sì? Allora, via! Per aiutarti, ti ecco la scaletta di Gong-Oh, da cui puoi scegliere la tua canzone da recensire.

1. La Musica è pagana (inedito)
2. Epoca
3. La zarzamora
4. Cosa sai di me?
5. Architetture lontane
6. Sonno elefante
7. Dragon
8. Un vecchio errore
9. Mister Jive
10. Sotto le stelle del jazz
11. Alle prese con una verde milonga
12. Una faccia in prestito
13. L’orchestrina
14. Novecento
15. Gong-Oh
16. Gli impermeabili
17. Il quadrato e il cerchio
18. Happy feet
19. Via con me (nuova versione)
Aggiornamento: il gioco è finito. Complimenti a Francesca, che si è aggiudicata il libro del Nostro amato cantautore per aver scritto il commento a nostro giudizio più poetico. Con le sue parole ci ha trasmesso l’emozione che Via con me ha fatto provare a lei, grazie!


la canzone che mi ha colpito è “Un vecchio errore”
“COSA VUOL DIRE AMARE L AMORE, SENZA NEANCHE MAI FARE UN ERRORE”
sagge parole, è sempre molto difficile perchè quando si ama veramente si tende a far spesso troppi errori, forse a volte perchè si è troppo duri o forse perchè non vogliamo vedere ciò che invece dovremmo…
La mia preferita è “Alle prese con una verde milonga”. E’ il disvelamento dell’artista, il corpo a corpo dell’uomo con il suo demone musicale, dio pagano, ed anche gesto d’amore: “sei stata scritta per me, verde milonga, ti ho svegliata e guidata a un ritmo più lento”. Versi che evocano abbracci amorosi in un clima tropicale: suonare e amare sono la stessa cosa, e in questa equazione c’è tutta la grandezza di Paolo Conte.
la mia preferita e”via con me’,mi fa pensare a un bel viaggio in autostrada,la voce familiare di paolo che ti accompagna,i coretti in macchina e tanto sole…e poi mi viene sempre in mente la Marini che la canta cn quel suo accento sardo..beh ke dire…international song!!
“La vera musica, che sa far ridere e all’improvviso ti aiuta a piangere”. Questo è per me Paolo Conte e, in particolare, il brano “Alle prese con una verde milonga”, che preferisco.
E’ la musica del tempo antico, capace di dare la Parola a terre dorate arancio caldo, ad antri arabeschi e a stanze sotto le stelle.
La sua musica sa di frack, di “scarpe lucidate”, e di papillion e teste argentate. E’ la musica elegante: note sensuali, accordi ritmici lenti che si insinuano fluidi tra le dita e nel cuore, così riscaldato.
“Con quegli occhi allegri da italiano in gita”, Paolo Conte sembra un Dio. Perfetto, felice, ironico sapiente; ha per me sembianze umane ma sentimenti più che umani, perchè La sua musica “spara fulmini e barbariche orazioni che fan sentire il gusto delle alte perfezioni”.
Le sue parole, parole puntuali, evocative e soprattutto parole di senso, mai vuote, sono anche queste:
“…io sono qui, sono venuto a suonare,
sono vinuto a danzare, e di nascosto ad amare…”
Amore e vita e musica. Quello che accompagna tutta la produzione di Conte come un continuo filo rosso, e che è per me il cordone ombellicale che all’età di 22 anni, inseguo con passione fervente, pagana!, da più di quindici.
La preferita è Gong-ho semplicemente perchè è la prima che ho ascoltato da questo album sublime. Non posso tradurre in parole le emozioni, le atmosfere che trasmette quest’uomo, se sapessi farlo sarei un letterato o un musicista. Ma c’è già lui, basta e avanza.
La canzone scelta è “novecento”, affresco meraviglioso, o meglio un’insieme di bozzetti che descrivono perfettamente il secolo passato. L’ho sempre trovata meravigliosa in ogni suo passaggio. Questa strofa, poi, la trovo a dir poco geniale:
“Indacato era il silenzio e il Grande Spirito,
che rellentava la brina, scacciava
i corvi dalla collina…
come una vecchia cuoca in una cucina
sgrida i fantasmi del buongustai
in una lenta cantilena…”
Ma cosa c’è da meravigliarsi? Paolo Conte è un artista supremo, impeccabile, un meraviglioso personaggio che ha musicato superlativamente delle stupende poesie. Ho comprato questa raccolta sia per collezione, sia per il (bellissimo e moderno) inedito. Paolo non smetterà mai di stupirmi e di aggiungere nuove pagine alla storia della musica italiana. Chapeu.
“..mandarino sei profumato e santo…” queste parole hanno il sapore dell’autunno..andando a passo svelto sulle foglie scroscianti e brune..
Un vecchio errore.
Mentre l’orchestina suonava sotto le stelle del jazz la zarzamora, il sonno elefante mi stava prendendo, architetture lontane del novecento stavano davanti i miei occhi. Mister Jive mi diceva: “E’ un epoca in cui la musica è pagana. Cosa sai di me?”. Risposi: “Sei il Dragon”. Alle prese con una verde milonga si sbagliava da professionisti, con una faccia in prestito Gong-oh guardava gli impermeabili sotto la pioggia. “Happy feet” cantò formando con i suoi piedi il quadrato e il cerchio: “Vieni via con me”.
Mi svegliai. Lia stava suonando un disco di Paolo Conte, mi venne vicino…fui il solito sparring partner.
bellissimo! per ora mi pare il commento più originale! citandoti (ovviamente) lo pubblico in bacheca FB!
Io sono qui, sono venuto a suonare, sono venuto a danzare, e di nascosto ad amare, e pur amandoti saprei
negarti tutto quel che sei, donna di ieri, stanca e struccata. Passa una mano qui, così, sopra i miei lividi…
Cosa sai di me, cosa sai di me? Ricordi del secolo prima, roba di un’epoca lontana… avevo il cuore duro allora… ero più amaro… ero più giovane… spiega alla gente cosa vuol dire amare l’amore senza mai fare neanche un errore…! Ho nostalgia di un golf, un dolcissimo golf di lana blu, c’era dentro un ingenuo, incantato da un artista fortissimo…
Il tempo è un cerchio che finisce là dove comincia, neanche una fessura lo interrompe…!
Sonno lontano, vieni qui, rimani vicino a me, fammi volare tra le montagne, fuori piove un mondo freddo…
Collage di emozioni scatenate dal Conte.
la zanzamora è la canzone che più mi piace anche se Conte mi piace in tutte le sue canzoni
La mia preferita, Happy feet:
“Cosa leggerai?
Con che libro affascini il tuo cuore?”
…e sento il fruscio delle pagine sfogliate…
Un vecchio errore.
Come racchiudere nella minimalità di un pianoforte e di una voce (la sua, teatrale ed evocativa), tutto il tormento e la delicatezza per uno sbaglio del passato.
Come se non fosse già abbastanza struggente solo la frase “Spiegalo alla gente, cosa vuol dire, cosa vuol dire amare l’amore, senza mai fare neanche un errore”.
Ti verrebbe da fargli una carezza.
ogni volta vengo trascinata da una forza profonda voluttuosamente sensuale e leggera che è nella sua musica nelle sue parole nei suoi occhi.spero torni presto in sicilia.io lo aspetto!
Via con me… In una serata speciale, una ragazza sale su un palco, dopo un anno di corso di canto, per il saggio di fine anno. Alle sue spalle gli insegnanti dei vari strumenti… La ragazza è ancora più agitata, i musicisti che l’accompagnano sono professionisti! Forse la canzone non è adatta, le altre allieve hanno scelto pezzi molto diversi… E invece la canzone è magica, ironica… E anche se i musicisti improvvisano sulla melodia del grande Paolo Conte, la ragazza non ha più paura e li segue come ipnotizzata dalla melodia!!! Trema ancora quando scende dal palco e trema ancora adesso che è una donna, mentre ne parla. Quella ragazza, quella donna… Sono io.
via con me ….cambiare vita, sogni it’s wonderful
parole e musica diventano magia e veramente con un bagno caldo riesci a tenere fuori il mondo freddo
La mia preferita è Il quadrato e il cerchio e mi piace perchè racconta un pò come sono fatta io, quali sono le cose che provo e che sento “mentre io …
… pensavo al cerchio che nessuno vede, ma si sente fremere e vibrare come
un lago indiano d’aria… ecco questa sono io
da Gong-oh scelgo su tutte “L’Orchestrina”,perchè ha lo swing,che a me piace in modo feroce.Perchè Paolo suona il piano col tocco,che è diventato,dal ’76 (primo concerto a Verona),il proprio marchio di fabbrica.Perchè c’è la donna fatale,un pò “facile”…perchè è proposta con aria scanzonata e ridente…
è finito ma io glielo scrivo lo stesso.
La metafora gli impermeabili:
quest’uomo solo si trova accampato con la sua ex in penombra e freme perchè vorrebbe ma non sa se è il caso, si trascina dietro un tumultuoso rimuginare delle notti passate, deve pensarci, non è facile, è in gioco tutta la sua vita. Da quelle azioni scaturirà una storia nuova da raccontare, non si sa quale finché lui non accoglie: non riesce a dire di no. così torna assieme a lei. L’indomani mentre lei gli massaggia i lividi della sua vita passata da solo già è un nuovo giorno felice. scende a prender un caffé forse vuole ragionarci su un po’ ed effettivamente nota quanto sia bella la vita quando hai qualcuno che ti sostiene difronte alle bufere che prima avrebbero scalfito l’anima.
E Già così ho semplificato, lui lo dice in poche righe e lo fa meglio; con anche pandàn acquosi tra inizio e fine.