Faletti, tre atti e due tempi: intervista

Faletti Tre atti e due tempi Faletti, tre atti e due tempi: intervistaOrmai lontano da “Porco il mondo che c’ho sotto i piedi”, da Vito Catozzo e Suor Daliso, Giorgio Faletti pur non rinnegando il suo passato comico oggi è un distinto signore con baffi e pizzetto bianchi spruzzati di grigio, che ha nella penna e nella sua vena scrittoria il segreto dell’attuale enorme successo in libreria.

Io uccido, il primo libro, è stato un vero e proprio caso editoriale da milioni di copie, e Faletti non si è smentito nel tempo, di pubblicazione in pubblicazione. Ora ci regala Tre atti e due tempi, romanzo più breve del solito ma che mantiene intatto il senso della suspense e della tensione.

Abbiamo incontrato Faletti in una libreria, e lo abbiamo interrogato. Ecco cosa ci ha detto.

Giorgio Faletti ci racconta Tre atti e due tempi in 1 minuto (anzi meno):

“Il romanzo racconta la storia di una squadra di calcio di serie B che ha sempre vegetato in fondo classifica, in zona retrocessione, con un passato senza gloria, e che finalmente si trova a giocare i playoff per andare in serie A. Tutto il romanzo è ambientato nel giorno della partita fatidica. Il protagonista è il magazziniere di questa squadra di calcio. Di conseguenza rassicuro tutti quelli che non sono amanti del calcio: non si tratta di un libro sul calcio ma di una storia che racconta vicende di uomini e che ha, sullo sfondo, il mondo del calcio.”

Com’è nata l’idea di Tre atti e due tempi:

“L’idea è nata paradossalmente da un evento di cronaca sportiva: il passaggio in serie A del Novara, una squadra che non aveva un passato gloriosissimo e che però si è trovata a passare nella massima serie. Questo evento si è aggiunto a tutta un’altra serie di idee che avevo, una delle quali era, da tempo, ambientare un romanzo nel mondo dello sport. Il calcio mi è sembrato giusto perché è uno sport di squadra e soprattutto perché ha tutta una serie di retroscena, di cose dietro le quinte che mi piaceva descrivere.”

Come Faletti immagina il lettore di Tre atti e due tempi:

“Presumo un essere umano, un terrestre, incuriosito dal fatto che Faletti ha scritto un romanzo breve, che non è un thriller, che però in qualche modo del thriller porta avanti la tensione.”

Il passaggio di Tre atti e due tempi di cui Faletti va più fiero:

“Un passaggio del libro vero e proprio no, ma sono molto contento del fatto che credo – mi illudo – di essere riuscito a scrivere un libro che ha un bilanciamento molto buono tra la storia e gli inevitabili flashback per introdurre tutti i personaggi. Dato che la storia si svolge in 24 ore, anzi meno di 24 ore, questo era molto importante.”

Il sottofondo musicale ideale per la lettura di Tre atti e due tempi secondo Faletti:

“Ci vuole una musica come quella del booktrailer, che è una musica d’archi, qualcosa di non clamoroso, non eclatante. Non è un romanzo rock. Diciamo che a mio avviso è un romanzo sinfonico.”

Se Tre atti e due tempi diventasse un film, chi vorresti come interprete e come regista:

“Di registi ce ne sono tanti buoni, e non vorrei dire un nome specifico per non pregiudicarmi tutti gli altri. Per quello che riguarda il ruolo del protagonista se devo confessare una mia debolezza, dato che Silver è un personaggio della mia età, e ha avuto le esperienze di vita che ho avuto io (è cresciuto coi Beatles, e così via)… beh, ritengo che potrei essere, sia da un punto di vista estetico che anagrafico, un buon rappresentate del personaggio di Silver!”

Faletti e il calcio:

“Devo dire che Faletti, essendo nato a Asti, avendo come tutti tirato qualche calcio in oratorio, è tifoso di una squadra. Sono juventino. Però non sono uno di quelli che sanno tutto del calcio, che sanno cosa vuol dire “fluidificare”. Lo seguo ma senza essere un fanatico, oltretutto con la caratteristica di essere un pessimo tifoso perché sono sportivo, cioè quando la mia squadra gioca male e perde è giusto che sia così.”

Il libro che Faletti sta leggendo:

“In questo momento sul mio comodino c’è un libro che, per combinazione, riguarda lo sport: la biografia di Andre Agassi, che è un bellissimo romanzo. In realtà è una biografia, ma potrebbe essere un bellissimo romanzo.”

I libri che Faletti consigli di leggere:

“Difficile concentrare tutta la letteratura del mondo in un romanzo. Concedetemene due. Penso che nella vita di una persona non si può non aver letto Per chi suona la campana e Cent’anni di solitudine.”

Giorgio Faletti, Tre atti e due tempi (Einaudi). 151 pagine.

Disponibile anche in eBook e versione autografata da Faletti.

Puoi anche leggere gratis il primo capitolo di Tre atti e due tempi.

Il booktrailer di Tre atti e due tempi:


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