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I migliori 10 libri di narrativa straniera del 2011 secondo noi
La redazione di questo blog si è riunita per scegliere 10 libri da consigliarti: i 10 migliori libri di narrativa straniera usciti nel 2011. Più avanti faremo lo stesso con altri generi, a cominciare dai romanzi italiani.
Speriamo che tu possa trarne spunti per nuove letture o per regali natalizi azzeccati. Naturalmente non pretendiamo di aver scelto i migliori romanzi in assoluto: si tratta di quelli più belli secondo noi, che però, modestamente, di libri ne leggiamo parecchi. Nella lista troverai maestri come Murakami, Serrano, Franzen e il grande ritorno di Eugenides, in libreria dopo anni al lavoro di cesello. Non mancano casi editoriali come Jennifer Egan (Pulitzer per la fiction 2011), i divertentissimi vecchietti di Jonas Jonasson, l’ottimo thriller francese di Pierre Lemaitre. E poi ci sono simpatici outsider come David Whitehouse, con il premitatissimo esordio che sarà presto trasformato in film, o Edmund de Waal, artigiano di una delicata letteratura che pare ceramica, e il sorprendente Marc Augè, che si è perfino inventato un nuovo genere narrativo, l’etnofiction. A malincuore abbiamo scartato gli splendidi postumi di Simenon (L’Assassino) e Némirovsky (Il vino della solitudine), usciti nel 2011 benchè scritti molto ma molto tempo fa dai due bravi defunti.
Ecco quindi le nostre 10 scelte, in ordine puramente casuale:
2. Jeffrey Eugenides, La trama del matrimonio
3. Jennifer Egan, Il tempo è un bastardo
4. Edmund De Waal, Un’eredità di avorio e ambra
5. David Whitehouse, Buon compleanno Malcolm
6. Jonathan Franzen, Libertà
7. Marc Augé, Diario di un senza fissa dimora
8. Pierre Lemaitre, Alex
9. Jonas Jonasson, Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve
10. Marcela Serrano, Dieci donne
Non sei d’accordo? Manca qualcuno? Scrivi il titolo da te candidato qua sotto nei commenti, e aggiungi la motivazione. Il commento più originale riceverà uno dei 10 titoli scelti da noi. Quale? Non te lo diciamo, è una sorpresa.
Aggiornamento: il gioco è finito. Complimenti a Lara Facchi, che si aggiudica Buon compleanno Malcom di David Whitehouse per averci segnalato con l’enfasi che condividiamo un gran libro pubblicato nel 2011: La fine di Salvatore Scibona. Grazie Laura, anche noi ci togliamo il cappello di fronte a questo scrittore, e aspettiamo il suo prossimo libro.


Scusate, ho appena realizzato che si tratta di narrativa straniera..
aggiungerei Alicia Gimènez Bartlett con Dove nessuno ti troverà,un bel libro su base storica che rievoca la vita de la Pastora una combattente partigiana in Spagna contro il franchismo,la cui identità -uomo o donna – è rimasta a lungo ignota, molto ben ambientato ed illuminante di un periodo forse poco conosciuto nelle sue manifestazioni meno importanti.
Non resisto alla tentazione di segnalarne due:
Maxence Fermine “Neve” è un gioiello composto da parole che vibrano di poesia e di emozioni che ti s’incollano all’anima.
Irene Nemirovsky “David Golder” impietoso, lucido, crudele e malinconico ritratto d’un personaggio che rappresenta il bel mondo degli inizi del Novecento e che, suo malgrado, diventa rappresentativo della decadenza morale della fine dello stesso secolo.
La prima volta avevo sei anni, di Isabelle Aubry. Un libro molto profondo e molto crudo. Ogni parola letta riporta alla mente il fatto che si tratti di una storia vera. Una piena rappresentazione dell’abominio che può essere l’uomo.
C’è Libertà di Franzen, ma non “Le correzioni”. Come avevo scritto tempo fa, quando avevo finito di leggerlo, sul mio blog “E’ un libro per cui la parola “bello” non è adatta. E non perchè non sia bello, appunto, ma perchè bello mi fa pensare a qualcosa di piacevole. E di piacevole, questo romanzo ha ben poco. Ha la forza dei classici, ma anche un appeal che t’impedisce di poggiarlo sul comodino, nonostante siano le due della notte. S’insinua tra i tuoi pensieri, rimane a riposare nella tua vita, ma è crudele, pesante, difficile da digerire per la storia che racconta e che forse nessuno vorrebbe mai sentire. Niente di violento, se state pensando a pugni, botte o guerre. Solo la vita di una famiglia in cui l’amore è difficile da dare e da ricevere. Un interno familiare che speri di non vivere mai, un ingresso in cui ti auguri di non mettere mai piede”.
E, poi, lo so che non è un capolavoro, ma io ancora spero di ricevere notizie dai due protagonisti! Si tratta di “Le ho mai raccontato del vento del nord”.
@Chiara leggi “La settima onda” per avere notizie di Emmi e Leo :D
(sorry per l’intrusione fuori tema, poi riposto attenendomi all’argomento)
Non ho dubbi su quale sia il miglior titolo del 2011: “La fine” di Salvatore Scibona.
Finalmente si è di fronte ad uno scittore di razza, che pennella le parole e costruisce un intreccio di storie in cui ognuno di noi si riconosce. I personaggi di Scibona, immigrati italiani negli Stati Uniti, sono umili, mediocri, a volte meschini, ma racchiudono l’umanità intera. E’ impossibile non affezionarsi ad alcuni, indignarsi per altri, addirittura detestarne vizi ed atteggiamenti. Di fronte a Scibona ci si toglie il cappello e si applaude al ritorno della grande letteratura (italo)americana.
Il libro dei bambini
Antonia S. Byatt, anche se è uscito nel 2010.
Splendido…un quadro completo degli sviluppi storici e sociali nell’Inghilterra tra fine ottocento e prima guerra mondiale, con uno sguardo all’Europa e al mondo. Semplicemente affascinante…vi sembrerà di vivere assieme ai personaggi quelle trasformazioni storiche, psicologiche e sociali che hanno davvero cambiato il mondo e che hanno portato a concepire la società e la vita come li vediamo oggi.
Come non fare il tifo per il genio finlandese Arto Paasilinna???E’ uscito, da pochissimo tra l’altro, “Le 10 donne del cavaliere”, quasi un titolo profetico ^____^ che è il libro che vi consiglio di inserire tra i migliori di narrativa straniera del 2011.
“Piccoli suicidi tra amici” rimane il suo capolavoro, ma gli elementi della sapida ironia paasilinniana ci sono tutti. Immancabile per riflettere e far sgranchire le zampe al nostro sense of humor!
Colgo l’occasione per ringraziare la casa editrice Iperborea sempre attenta alla narrativa nordica, che, come in questo caso, nasconde un cuore di illuminata simpatia.