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L’Eretico, il nuovo thriller storico di Carlo Martigli
Oggi abbiamo letto L’eretico, il nuovo thriller storico di Carlo Martigli. La lettura ci ha calato nella Firenze del 1497. Pico della Mirandola, il filosofo e teologo illuminato, teorico della pace fra le religioni, è morto da poco. In città ora imperversa il predicatore Gerolamo Savonarola, antitesi di Pico e oppositore della peccaminosa rinascita culturale: si sospetta che in realtà l’obiettivo di Savonarola sia nascondere il tremendo segreto che si celerebbe proprio tra le righe delle opere del defunto filosofo. Intanto, in Tibet, due monaci si preparano a partire alla volta dell’Europa, portando con sé un documento prezioso opera di Gesù, che con il nome di Issa avrebbe trascorso gli anni della sua giovinezza, quelli di cui il Nuovo Testamento non parla mai, a studiare le dottrine orientali…
Cosa succeda dopo, naturalmente non te lo diciamo. Abbiamo però fatto due chiacchiere con Martigli stesso, e gli abbiamo chiesto di raccontarci la scrittura di questo suo nuovo libro.
L’Eretico spiegato Carlo Martigli
“L’Eretico parla del mistero più grande del mondo, un mistero che è stato ignorato per oltre duemila anni, e che si può riassumere in una domanda: che cosa è successo dal dodicesimo al trentesimo anno della vita di Cristo? Non ci sono testimonianze di questi anni. Neanche nei Vangeli. Questa idea rappresentava uno spunto secondo me molto appassionante. Dopo aver pubblicato 999 – L’ultimo custode, ho pensato che scrivere di questo argomento, un argomento molto “eretico”, appunto, e impegnativo, in quanto si trattava di narrare una storia mai scritta da nessuno. Esiste un filo rosso che unisce i due libri, e in L’eretico c’è anche la spiegazione di alcuni misteri rimasti aperti in 999, ma attenzione, i due libri sono autonomi. Non si tratta di un ciclo, né di una saga”.
La dedica e l’eresia
“Una delle cose di cui vado più fiero in questo libro è la dedica: “A Walter, mio padre, che pregò Papa Giovanni Paolo II di modificare l’ultima frase del Padre Nostro perché non è Dio che induce in tentazione, ma il Male. E lui gli mandò la sua benedizione”. Si tratta di un fatto realmente accaduto, nel 1983. Se si prende l’origine greca del Padre Nostro, il “ma” posto prima del “liberaci dal male” non è avversativo ma rafforzativo. Mio padre scrisse quella lettera al Papa per farglielo notare. Gli rispose un cardinale. Disse che il Santo Padre si era interessato al fatto, e che gli mandava la sua apostolica benedizione. Mio padre era molto cattolico ma anche eretico: voleva poter scegliere. Infatti ”eretico”, in greco, significa colui che sceglie. Purtroppo il potere costituito considera chi fa una libera scelta una persona pericolosa. Per questo la parola eresia ha assunto un’accezione negativa”.
Martigli spiega la scrittura di Martigli
“Quando scrivo, io sfrutto il silos delle mie conoscenze e dei miei studi, da sempre. Ho cominciato a leggere libri di storia, filosofia e religione comparata quando ero ancora molto giovane. Nel momento in cui il rigore storico si fonde con tutta la fantasia possibile, vado a documentarmi. Diciamo che su 10 ore dedicate ogni giorno al romanzo, 9 riguardano la consultazione di articoli, libri, ricerche, e tantissima lettura”.
L’eretico: una chiave di lettura
“Io vorrei che L’eretico fosse interpretato come un libro vicino al presente. Nel Rinascimento la cultura aveva raggiunto i suoi massimi livelli, ma il mondo era in disfacimento. Una cosa simile è accaduta nell’ultimo periodo dell’Impero romano. Il problema è un po’ lo stesso di oggi: nell’ambito della cultura occidentale, noi oggi godiamo di una grande abitudine alla libertà, ma abbiamo perso molti dei valori fondanti. Il mio romanzo è perciò un thriller storico, e come tale va letto, ma se in una lettura di secondo piano si riuscisse a gettare dei semi per far riflettere soprattutto i giovani, questo mi farebbe molto piacere”.
Il booktrailer de L’eretico
Carlo A. Martigli ha fatto una scommessa con se stesso: “o sfondo come scrittore o apro una pizzeria!”. Grazie allo stimolante clima culturale respirato in famiglia (madre pianista e padre violinista, architetto e critico d’arte), Martigli da subito apprende il gusto per la ricerca storica e filosofica, in particolare dedicandosi allo studio della decadenza dell’impero romano e allo spirito del Rinascimento. Nel 2010 pubblica il primo thriller storico, 999 – L’ultimo custode per l’editore Castelvecchi, e vende più di centomila copie in pochi mesi. Intanto con lo pseudonimo di Johnny Rosso diventa autore di culto della narrativa horror per ragazzi.


Grande atmosfera, stile raffinato, ritmo narrativo ben dosato.
L’ho iniziato per ritrovarmi a metà volume e poi alle ultime pagine senza rendermi conto della quantità di pagine lette. Tutte eccezionali, senza cadute, senza incertezze.