I 10 libri che ogni (aspirante) giornalista dovrebbe leggere

Dev’essere che ultimamente è di moda. Tutti vogliono fare i giornalisti, tutti si professano dotti conoscitori della lingua italiana in virtù del loro impegno nella stesura degli status su Facebook, tutti giocano a fare i cronisti col twitter degli altri, tutti si credono esperti di informazione perché hanno scaricato l’applicazione di Repubblica sul loro smartphone (salvo poi smettere di usarla subito dopo l’installazione). Io, aspirante vincitrice del Pulitzer del mio condominio (o “Polizza”, come ho sentito chiamarlo da un giornalista che aveva poca dimestichezza con l’inglese), ho pensato di rendere qui un servizio alla società: ho selezionato i 10 libri che ogni aspirante giornalista dovrebbe assolutamente leggere. Mica per carpire i segreti della professione. Casomai, per innamorarsene. L’ordine, vi prego di credermi, è del tutto casuale.

Bilal I 10 libri che ogni (aspirante) giornalista dovrebbe leggere1. Fabrizio Gatti, Bilal (Rizzoli).  La cosa favolosa di questo libro è che si tratta di un’inchiesta realizzata bucando le suole delle scarpe, dall’Africa all’Europa, sulle carrette dei nuovi schiavi migranti. Ogni volta che penso che un giornalista come Fabrizio Gatti sia in grado di fare cose così grandi mi viene un po’ da commuovermi. Una volta l’ho intervistato: «Ho mezz’oretta, poi devo andare a prendere il treno», mi ha detto. Quaranta minuti dopo ha guardato l’orologio e ha sorriso: «Prenderò un camion, ormai mi sono abituato». E ha continuato a chiacchierare.

2. Il siciliano, di Massimo Gamba (Sperling & Kupfer). A 16 anni ho scoperto la storia di Giuseppe Fava. Quel giorno sono tornata a casa e, col tono arrogante, ho detto a mio padre: “Papà, tu lo sai chi era Pippo Fava?”. Mio padre mi ha ignorata e io ho insistito: ”Oh, ascoltami, lo sai chi era Pippo Fava? Lo sai che era un giornalista? Lo sai che l’ha ammazzato la mafia perché faceva questo giornale, I Siciliani, e parlava troppo?”. Mio padre mi ha ascoltata raccontare tutta la storia di Fava. Quando ho finito, s’è alzato in piedi, è andato verso la libreria e ha preso uno scatolone. L’ha sbattuto sul tavolo con un tonfo e mi ha fatto cenno di aprirlo. ”Tu lo sai chi era Pippo Fava?”, mi ha chiesto. Dentro lo scatolone c’erano tutti i numeri di I Siciliani, conservati come un tesoro. In questo libro Massimo Gamba lo spiega benissimo, chi era Pippo Fava.

3. Enzo Biagi, Io c’ero (Rizzoli). Enzo Biagi me lo ricordo seduto a una scrivania, in uno studio tutto bianco. Faceva un programma televisivo che si chiamava Il fatto e io non capivo perché non ce ne perdessimo una sola puntata, a casa. Né capivo perché non riuscivo a smettere di ascoltarlo, quel vecchietto coi capelli bianchissimi che discuteva di cose che non conoscevo. Quando sono cresciuta mi sono data una spiegazione: era per via dell’incredibile bravura di un giornalista con una cultura fenomenale e un grande amore per la professione. Leggere quello che scriveva fa bene al cuore.

sciascia1 I 10 libri che ogni (aspirante) giornalista dovrebbe leggere4. Leonardo SciasciaIl giorno della civetta (Adelphi). Un giornalista deve saper scavare. Andare a fondo, fare tante domande, pur sapendo che spesso non otterrà risposte. In questo romanzo c’è un carabiniere che indaga su un omicidio di mafia, quando ”mafia” era una brutta parola che non diceva nessuno. Nemmeno i giornali, nemmeno i giornalisti. Alla fine del libro, il capitanto Bellodi dice: “Al diavolo la Sicilia, al diavolo tutto”. Ma tanto lo sapeva che ci sarebbe tornato.

5. Michele Serra, Tutti i santi giorni (Feltrinelli). Ogni mattina compro due giornali, gli altri li leggo su internet. Compro il quotidiano locale che c’è dalle mie parti, e poi compro La Repubblica. Prima di andare a dare un’occhiata alle notizie, cerco le mie rubriche del cuore: il Bonsai di Sebastiano Messina e l’Amaca di Michele Serra. Tutti i santi giorni. Un giorno ho postato su Facebook una delle perle di Serra e un mio amico ha commentato: «Qualcuno dovrebbe stare sempre dietro a Michele Serra con una coperta e tutto il necessario affinché non prenda mai freddo, non si ammali e possa continuare a scrivere per l’eternità». Sono d’accordo.

6. Michael Connelly, Cronaca nera, (Piemme). Michael Connelly ha raccolto in questo libro tutti i più grandi casi di nera negli Stati Uniti dal 1984 al 1992. E ”la cronaca nera è la base di tutto”, mi ha detto una volta un giornalista. Aveva ragione.

Brizzi I 10 libri che ogni (aspirante) giornalista dovrebbe leggere7. Enrico Brizzi, Elogio di Oscar Firmian e del suo impeccabile stile (Dalai). Anche il giornalismo musicale merita attenzione. Credo che questo libro di Brizzi l’abbiamo letto io, lui, sua madre e una decina di altre persone in Italia. A me è piaciuto molto. Lo trovo sottovalutato, troppo. C’è questo tizio che scrive le migliori biografie sui musicisti che siano mai state viste in circolazione. Li studia, li spia, se li fa amici e si fa raccontare la loro vita senza aree d’ombra. No, dico, ma voi avete presente che bel lavoro sia?

8. Pier Paolo Pasolini, Petrolio (Mondadori). Pasolini aveva questa caratteristica meravigliosa: sapeva ma non aveva le prove. Lo scriveva sul Corriere della sera, nel 1974, e un anno dopo lo ammazzavano a Ostia. Pochi anni prima, nel 1972, aveva cominciato a scrivere questo romanzo rimasto incompiuto. Linguaggio giornalistico, storie di vita, appunti personali. Uno sguardo appuntito sulla società e la cultura del suo tempo (e del nostro).

9. Giuseppe D’Avanzo, Inchiesta sul potere (Espresso). Quando è morto Giuseppe D’Avanzo, il 30 luglio 2011, i giornali si sono vestiti a lutto, ed era giusto così. Ci sono giornalisti che entrano dritti dritti nei libri, che spiegano come si fa il mestiere. D’Avanzo era uno di questi. Inchiesta sul potere è stato pubblicato postumo a cura di Attilio Bolzoni (che con D’Avanzo ha lavorato spesso, per esempio per la stesura di Il capo dei capi, su Totò Riina) e Leopoldo Fabiani. Le prefazioni sono di Ezio Mauro ed Eugenio Scalfari – hai detto niente – e dentro c’è anche una roba di Roberto Saviano.

10. Roberto Saviano, Gomorra (Mondadori). Quando ho letto Gomorra non era ancora scoppiato il caso Gomorra. Non avevo la più pallida idea di chi fosse Roberto Saviano e in tutta sincerità Gomorra l’ho comprato per sbaglio. Era appena uscito e la titolare di una libreria che adesso è chiusa mi ha detto “Vuoi un consiglio? A me è piaciuto questo”. Io stavo per prendere l’ennesimo Banana Yoshimoto. La camorra raccontata da Saviano mi ha trascinata in un posto che conoscevo ma di cui non avevo capito le potenzialità. Per giorni, dopo averlo finito, ho avuto la nausea. E per fortuna.

 

Luisa Santangelo, a soli 22 anni è già giornalista pubblicista, fresca fresca di tesserino, dopo tre anni di lavoro per Ctzen e collaborazioni varie in giro per il web e la carta stampata. Ha cominciato a scrivere online a sedici anni con il suo blog autobiografico. Studia Lettere moderne all’università di Catania, ma ha fatto dell’essere fuori corso una scelta di vita. Conta di laurearsi, un giorno, verosimilmente tra poco più di un anno.


Scritto da luisa santangelo - 8 febbraio 2012

un commento


  1. leo
    10/02/2012 , 12:03

    Non dimentichiamo il mitico Robert Fisk!
    io ho appena finito di leggere Cronache mediorientali… un libro monumentale ma estremamente interessante (è un tascabile di circa 1000 pagine, ma volano via veloci!), firmato dall’unica persona ad aver intervistato più di una volta Bin Laden…
    consigliatissimo!

Torna su
More in Liste (23 of 40 articles)
Dickens: i suoi 10 migliori libri... secondo noi


Buon compleanno, Charles Dickens! Tutta la letteratura mondiale festeggia il bicentenario della nascita dello scrittore inglese nato il 7 febbraio 1812 e mai morto almeno nel favore di suoi molti ...