Philip K. Dick spiegato da Franco Forte, direttore di Urania

Vi è successo niente di strano in questi giorni? Pensateci, perché questo mese è tutto all’insegna della fantascienza: il 2 marzo sono trascorsi 30 anni fergusson180 Philip K. Dick spiegato da Franco Forte, direttore di Uraniadalla scomparsa di Philip K. Dick, l’11 marzo si compiono i 60 anni dalla nascita di Douglas Adams. E in Italia succede qualcosa di molto importante per tutti gli amanti della fantascienza e di Philip Dick in particolare: l’editore Fanucci pubblica un inedito, Lo stravagante mondo di Mr. Fergusson. Ne approfittiamo per parlare di Philip K. Dick con un suo ammiratore speciale, Franco Forte, scrittore (in libreria con il thriller storico Il segno dell’untore) ma soprattutto direttore editoriale della storica collana di fantascienza Urania. Insomma, uno che di fantascienza se ne intende. Ci dice subito che per lui “Dick è un amore”, da quand’era ragazzino. E ci racconta su Philip cose che forse non tutti sanno:

Philip K. Dick scrittore

“Dick è stato uno scrittore tanto bravo quanto sfortunato. Ha sempre vissuto in condizioni economiche difficili, ha subito profonde crisi depressive, ha avuto cinque burrascosi matrimoni finiti male, ha fatto uso di droghe ed è stato ricoverato per disintossicarsi da anfetamine e LSD. E quando finalmente sono arrivati il successo, la fama e i soldi… un infarto lo ha stroncato, all’età di soli 54 anni”.

pecore elettriche cop Philip K. Dick spiegato da Franco Forte, direttore di Urania“Dick ha iniziato la carriera scrivendo racconti brevi. Nel ’55, con il tentativo di produrre qualcosa di più corposo per cercare di risolvere i suoi problemi economici, ha pubblicato un romanzo. Non per scrivere un capolavoro, ma proprio con l’intento di guadagnare inserendosi in una nicchia di mercato che all’epoca si stava affermando: la fantascienza. Il romanzo è stato tradotto con il titolo Disco di fiamma e da lì Dick ha cominciato la sua carriera di romanziere science fiction, anticipando molti filoni letterari che sarebbero arrivati in seguito. E’ stato il primo a scrivere qualcosa che ricordi la corrente cyberpunk arrivata molto tempo dopo con William Gibson. E’ stato fra i primi a scrivere di ucronie e distopie, che oggi vanno tanto di moda. E’ stato il primo a scrivere un romanzo appartenente a un genere letterario cresciuto negli anni ’90, l’Avant Pop. Tutto questo in maniera assolutamente inconsapevole.

“A un certo punto, vennero comprati i diritti per la trasposizione cinematrografica di uno dei suoi romanzi. Si trattava di un romanzo minore, acquistato solo come spunto per trarne il soggetto: Ma gli androidi sognano pecore elettriche? In seguito, dopo diversi anni, nel 1982 un regista in ascesa fece il film. Il regista era Ridley Scott, e il film Blade Runner. Questo portò Philip K. Dick agli onori della ribalta, se non fosse stato che… lo scrittore era appena morto, il 2 marzo del 1982, poco dopo aver visto un sample del film, che gli era piaciuto moltissimo. Lo stesso Ridley Scott ha raccontato che Dick era rimasto incantato nel vedere quel frammento di Blade Runner, e si era congratulato con lui perché il sapore e le suggestioni che il film ricreava erano le stesse che lui aveva immaginato”.

Dick e il cinema

“Con Blade Runner inizia la grande avventura nel cinema di Dick. Dai suoi libri sono stati tratti moltissimi film: Atto di forza, Minority Report, ScreamersScanner Darkly e parecchi altri sono ispirati a suoi racconti. Perché l’importante dei libri di Dick non sono le trame, ma gli spunti, i messaggi che riesce a comunicare con grandissima forza, e che risultano particolarmente suggestivi sul grande schermo”.

Philip K. Dick e le donne

“Il suo rapporto con le donne fu difficilissimo, in particolare con le cinque mogli. La citazione che segue aiuta a farci capire chi era Philip K. Dick: la persona, lo scrittore, i guai, i suoi problemi:

“Ho la tendenza a scrivere sempre dello stesso tipo di donna, una donna molto bella e crudele. Il protagonista si innamora di lei e lei lo distrugge in qualche modo orribile. Leggo un mio libro e mi sembra che vi sia la descrizione di una delle mie mogli, sino alla lunghezza dei capelli, al modo di parlare, di muoversi, la conformazione fisica, il tipo di corpo. A un certo punto mi dico che ho usato davvero molti elementi di mia moglie in questo libro, e poi scopro che l’ho scritto cinque anni prima di incontrarla. E ciò è davvero spaventoso”.

Un uomo sempre in bilico tra futuro, visioni, problemi personali e la necessità di scrivere per sopravvivere”.

5 libri di P. K. Dick consigliati da Forte

la svastica sul sole Philip K. Dick spiegato da Franco Forte, direttore di Urania1. La svastica sul sole, ”un’ucronia in cui i nazisti e i giapponesi hanno vinto la II Guerra Mondiale. Su questo Dick costruisce un mondo descritto in maniera magistrale. Oggi ci sono altri romanzi con storie simili, ma quando lo fece Dick era una novità assoluta”.

2. Le tre stimmate di Palmer Eldritch, ”uno dei miei preferiti. E’ un libro incredibile e assurdo. I personaggi sono distopici, davvero difficili da inquadrare e da descrivere. Deve essere letto come un viaggio allucinato di quelli che faceva Dick, per entrare in un mondo immaginifico in cui avventura e suggestioni umane si confondono in un maelstrom capace di risucchiare il lettore senza scampo”.

3.  Ubik, ”un libro che affianca a una storia appassionante uno stile di scrittura più curato, più riflessivo. Convinto che questo romanzo avrebbe potuto diventare un film, Dick decise di trarne una sceneggiatura, ma si lasciò coinvolgere Philip Dick Trilogia di Valis Philip K. Dick spiegato da Franco Forte, direttore di Uraniacosì tanto da produrre uno script lunghissimo, elefantiaco. Tanto che fu impossibile ricavarne un film”.

4. Le raccolte di racconti brevi: ”tantissimi i racconti che vale la pena recuperare, perché Dick nella misura breve era magistrale. Da non perdere quello intitolato Modello Due“.

5. La Trilogia di Valis: “scritti a fine carriera, questi libri ottennero dignità critica solo dopo la morte di Dick. Il primo romanzo, Divina invasione, è un testo di fantascienza pura. Il secondo, Trasmigrazione di Timoty Archer, è molto più mainstream, vicino alla letteratura convenzionale, che stacca Dick dal suo ruolo di uomo di punta della fantascienza. Infine l’ultimo, Valis, anticipa l’avant pop: una corrente letteraria che si impose dieci anni dopo, nei primi anni ’90.

 

Franco Forte, giornalista, traduttore, scrittore, sceneggiatore, direttore della rivista Writers Magazine Italia, attualmente è a capo delle collane da edicola Mondadori (Urania ma anche Gialli Mondadori, Segretissimo, ecc). Ha pubblicato molti libri e da gennaio è sugli scaffali con Il segno dell’untore, thriller storico sulle indagini del notaio criminale Niccolò Taverna.


More in Scrittori (13 of 16 articles)
James Joyce Statue. Foto di Phil Guest


James Joyce di certo non ha bisogno di troppe presentazioni: è nato a Dublino nel 1882, primogenito di una famiglia profondamente cattolica, studia in un collegio di gesuiti che gli ...