Antonia Arslan: il Libro di Mush e i consigli di lettura

Mush Antonia Arslan: il Libro di Mush e i consigli di letturaAntonia Arslan è allegria e energia da vendere. Da sempre si impegna a raccontare la tragedia del primo genocidio del Novecento, quello del popolo armeno, da cui lei stessa discende. Dopo La masseria delle allodole del 2004 (Premio Campiello) e dopo La strada di Smirne arriva ora nelle librerie Il Libro di Mush. Abbiamo incontrato il sorriso e la forza di Antonia a Roma e ci siamo lasciati cullare dai suoi racconti.

Di cosa parla Il Libro di Mush?

E’ la storia di due donne coraggiose, che sopravvivono alle loro famiglie e trovano un altro motivo di vita, di volontà di sopravvivenza, nel salvataggio di un prezioso libro, un manoscritto del 1202 che trovano per terra tra le rovine di un monastero. Il manoscritto è particolarmente prezioso perché molto grande: è il più grande manoscritto armeno sopravvissuto a oggi. Le donne lo trovano per terra, perché a chi ha saccheggiato il monastero non importa nulla di un libro. Loro invece sanno che è la gemma del monastero. Hanno però un problema: pesa 27 chili e mezzo… Lo dividono in due, lo caricano sulle spalle, e da lì comincia la loro avventura…. Una storia fantastica. E reale: il libro esiste e oggi è conservato nella grande biblioteca di Yerevan, la capitale dell’Armenia. Le due parti sono state consegnate al grande centro della Chiesa armena che è vicino a Yerevan. Delle due donne si conosce l’esistenza e che venivano da Mush, ma non si sa altro: la storia l’ho ricostruita io.

Come le è venuta l’idea di scrivere Il Libro di Mush?

E’ stata una cosa bellissima: l’idea mi è venuta in California a marzo. Avevo avuto la proposta di scrivere un libro per questa collana, Narrativa Skira: piccoli libri di narrativa che in genere hanno a che fare con un’opera d’arte. Ma io avevo sempre, in genere, parlato della mia famiglia, di storie di persone. A Los Angeles, durante una cena, stavo raccontando che stavo pensando a cosa fare per questa proposta. E una signora mi ha suggerito: ma perché non parli del libro di Mush? Mi è tornato in mente che mio zio me l’aveva raccontato, e mi si è acceso il cervello: e per la narrativa ti si deve incendiare, il cervello. Poi è venuto fuori che un’altra signora era la nipote di un sopravvissuto di Mush che da bambino, unico di una famiglia che era stata sterminata, era stato salvato da un turco. Ecco perché nella storia c’è anche il bambino, Hovsep. Questa signora raccontava che suo nonno, per tutta la vita, ogni giorno pregava per il turco che lo aveva salvato. E che in quest’alta valle vicino al lago di Van, pianeggiante, molto fertile, e tutta circondata di montagne, una nebbia stazionava sempre, portata dai due fiumi che lì si intrecciano, due affluenti dell’Eufrate. Grazie a quella nebbia, le donne andavano a bagnarsi nude nel lago, perché nessuno le vedeva. Ecco allora che ho visto la storia, e ho cominciato a studiare. Quella valle è stata come una rete in cui quasi tutti gli armeni sono stati intrappolati e uccisi.

Qual è la parte del libro a cui è più affezionata?

La fine. E poi il momento in cui questa piccola compagnia di cinque persone impegnata a salvare il libro – le due donne, il bambino e una coppia di greci che si unisce a loro – si perde tra le montagne del Caucaso. In un villaggio incontrano una persona alla quale fanno delle domande. Ma non ricevono risposta: a quella persona era stata infatti strappata la lingua. Zacharias, così l’ho chiamato: perché è come un angelo che li porta verso la salvezza.

A chi ha dedicato o dedicherebbe il Libro di Mush?

Lo dedicherei alla mia amica Shevon, che è la persona che mi ha suggerito l’idea. Il suo è un antico nome gaelico.

masseria delle allodole 1 Antonia Arslan: il Libro di Mush e i consigli di letturaQual è la colonna sonora ideale per leggere il libro?

Alcune canzoni della valle di Mush, che ho trovato anche su internet: una è proprio la canzone delle donne al fiume. E il canto dell’elevazione durante la messa armena, che è di una tale bellezza e musicalità… E’ lo stesso che cito nel prologo de La masseria delle allodole.

Qual è il primo libro che ricorda di aver letto?

L’enciclopedia della fiaba, regalo di mio padre quando ho compiuto sei anni.

E il libro che sta leggendo adesso?

La figlia dell’aggiustaossa, di Amy Tan, una scrittrice cinese. E’ molto bello.

Il libro che non ha ancora letto ma che le piacerebbe leggere?

Il Don Chisciotte di Miguel de Cervantes.

Quale personaggio letterario vorrebbe essere?

Il principe di Salina del Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa.

Signora Ava Antonia Arslan: il Libro di Mush e i consigli di letturaUn libro che dovremmo assolutamente leggere?

Signora Ava di Francesco Jovine: un bellissimo libro degli anni ’50, un romanzo storico, che è stato molto conosciuto all’epoca e poi dimenticato. Ora è stato ristampato.

3 libri da mettere in valigia per conoscere 3 paesi, o 3 città?

Le Dolomiti di Dino Buzzati, la New York ottocentesca di Edith Wharton, l‘Africa di Karen Blixen.

3 libri del passato per conoscere il presente?

Prima di tutto Il giocatore di Fedor Dostoevskij. Un libro che ho suggerito moltissimo agli studenti: è breve, ma dentro c’è tutto Dostoevskij. Poi La morte di Ivan Il’ič , di Tolstoj: meraviglioso. E i Racconti di Buzzati.


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