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10 libri per diventare scrittore (o scrittrice)
Scrivere è un’arte, un mestiere, un’autoanalisi, un dono… ma chissà perché quando ci penso mi viene sempre in mente una battuta di Massimo Troisi: “Che comincio a leggere mo’ che so’ grande, che i libri sono milioni e milioni? Non li raggiungo mai, perché io sono uno a leggere, loro sono milioni a scrivere!” Certo, Troisi si riferiva alla lettura, ma lo stesso si può dire dello scrivere romanzi. Se dopo mezz’ora in libreria, camminando tra scaffali che reggono tonnellate di libri, ancora avete voglia di scriverne uno pure voi, significa che o siete psicopatici o avete una buona idea per un libro. O entrambe le cose.
Quindi perché non cominciare? Perché rimandare? Forse perché avete bisogno di una spintarella. Eccovi quindi 10 spintarelle: manuali, romanzi e riflessioni varie. Un plotoncino di pagine per aiutarvi a vincere la pagina bianca che più bianca non si può.
1. Ermanno Cavazzoni, Gli scrittori inutili (Guanda)
Non fatevi scoraggiare dal titolo, che mi scuso di aver messo in cima alla lista, ma per paradosso questo libro potrebbe sostituire tutti i manuali di scrittura attualmente sul mercato. Quarantanove racconti, ciascuno con protagonista un “tipo” di scrittore. La letteratura di Cavazzoni come sempre stupisce, diverte e illumina. Cito: “Le case editrici hanno stanze secondarie nell’ammezzato dove c’è un letto in cui vive nascosto uno o più scrittori. Le case editrici hanno interesse ad appropriarsi degli scrittori e renderli docili. Per fare questo prima li esaltano poi li deprimono, finché gli scrittori hanno voglia di farsi frate, o in subordine hanno voglia di un po’ di ospedale”. Se avete ancora voglia di fare i romanzieri, procedete nella lettura della lista.
2. Beppe Severgnini, L’italiano (Rizzoli)
Prima di cominciare è bene avere la mente sgombra da dubbi circa la lingua italiana, la sua sintassi, la corretta costruzione di una frase, la punteggiatura. Esistono decine di ottimi manuali, tuttavia vi consiglio di buttare un occhio a queste lezioni semiserie di Severgnini. Si comincia con un Decalogo Diabolico e si arriva ai 16 semplici suggerimenti per una scrittura perlomeno corretta. Molti esempi, tanti consigli per ripassare, divertendosi, ciò che probabilmente già sapete.
3. Gianni Celati, Conversazioni del vento volatore (Quodlibet)
Ogni scrittore ha il proprio metodo per lavorare a un libro. Potrei sbagliarmi ma credo che non ci sia nessuno che si piazzi davanti al foglio e dica: “Ok, ora inizio un nuovo romanzo”. Forse le strade da percorrere sono altre. Qui uno dei più grandi scrittori italiani sembra parlare appunto d’altro pur discorrendo di letteratura, di come prendere appunti, della fantasia, dello scrivere racconti. Riflessioni che sembrano chiacchiere sul mondo e sono lezioni su come raccontarlo. Un bellissimo e indispensabile training prima di cominciare a scrivere.
4. Orhan Pamuk, Romanzieri ingenui e sentimentali (Einaudi)
Ora entriamo ancor di più nello specifico. Andare a bottega da Pamuk è un po’ come prendere lezioni di guida da Schumacher, poi non si può dire “non me la sento ancora di superare i 50 all’ora”. Insomma non si hanno più alibi dopo che un premio Nobel si è prodigato così tanto per svelarci almeno qualcuno dei suoi segreti. Sempre su queste pagine mi sono già dilungato abbastanza su questo libro: aggiungerei solo che queste parole di Pamuk stimolano a leggere narrativa per imparare a scriverla, guardare come fanno gli altri per trovare un modo nostro per fare. Un primo passo importantissimo.
5. Raymond Carver, Il mestiere di scrivere. Esercizi, lezioni, saggi di scrittura creativa (Einaudi)
Oltre a essere uno scrittore famosissimo dalla vita complicata, Carver ha insegnato per anni scrittura creativa in diverse università americane. Qui sono raccolti brevi saggi, lezioni, articoli e note sparse sull’arte di scrivere, ma soprattutto sul “mestiere”. La sintesi della filosofia di scrittura di Carver ad uso di chi volesse tentare l’impresa di narrare qualcosa a qualcuno. Un libro al contempo austero ed entusiasmante, un elogio alla sincerità dell’atto creativo. Una sorta di trascrizione di una ipotetica lezione di scrittura creativa con tanto di esercizi consigliati.
6. Natalie Goldberg, Scrivere zen (Ubaldini)
Quello che molti manuali danno per acquisito, è il requisito essenziale per scrivere: la voglia di farlo. O quello che più pomposamente qualcuno chiamerebbe ispirazione. L’ispirazione non è una dermatite che arriva e se ne va per ragioni misteriose, quello che ci dice l’autrice è che la possiamo concepire, partorire e far crescere. Quasi una pratica zen applicata alla scrittura: individuato l’obiettivo, si proceda con decisione e coraggio, eliminando il superfluo. Un testo senza regole da manuale ma dal piglio sorprendentemente pragmatico che mette addosso la voglia di scrivere.
7. H. Mittelmark e S. Newman, Come non scrivere un romanzo (Corbaccio)
Talvolta scrivere significa essere spietati con se stessi, non transigere, buttare tutto e ricominciare da capo. Un
lavoraccio, insomma. In questa guida per evitare i 200 errori più comuni, gli autori analizzano con una ironia che non fa prigionieri gli strafalcioni più comuni degli apprendisti romanzieri. I numerosissimi esempi forniti sono più che verosimili, i commenti spesso esilaranti e le correzioni istruttive. Si trattano tutti i temi: la costruzione dell’ambiente, il personaggio, la trama, i dialoghi, ecc. Una sorta di mappa nautica che ci segnala gli scogli da cui guardarsi per lasciare il timone libero di navigare nel nostro mare.
8. Francesco Piccolo, Scrivere è un tic (Minimum Fax)
E dare una sbirciata sulle scrivanie dei colleghi? È quello che fa Francesco Piccolo, scrittore e sceneggiatore tra i migliori, con questo breve libro divertente da leggersi tutto d’un fiato. Un viaggio immaginario, alla scoperta delle manie, dei vizi e delle semplici abitudini dei grandi della letteratura del Novecento (Pasolini, De Lillo, Allende, Hemingway per citarne solo alcuni). Si parla di disciplina, di riscrittura, di scaramanzie, di tempi morti, di guadagni e si danno anche non pochi consigli. Una godibilissima guida alla scrittura e agli scrittori ad opera di un lettore attento e instancabile. A suo modo un piccolo lasciapassare per farvi sentire parte di una comunità.
9. Filippo La Porta, Manuale di scrittura creatina: per un antidoping della letteratura (Minimum Fax)
Se ora avete in mano il vostro romanzo, vi tocca scontrarvi con “l’ambiente letterario”. La creatina è una sostanza presente normalmente nel nostro organismo, tuttavia la sua assunzione in eccesso può farvi oggetto di una indagine dell’antidoping. Il critico Filippo La Porta traspone il concetto in ambito letterario per svelare vizi, eccessi, della società letteraria italiana. Qui sono raccolti gli abomini che lo caratterizzano: recensori servili, scrittori con nulla da dire, salotti, editing invasivi e narcisi, favoritismi ecc. Utile per conoscere il campo minato in cui si vuol saltellare con il nostro libro e per dare una bella ripulita alla nostra scrittura.
10. Thomas Wolfe, Storia di un romanzo (Fazi)
Ho aperto la lista con un libro di narrativa e così mi piace chiuderla. Thomas Wolfe è uno fra i più grandi scrittori americani del Novecento, purtroppo ancora poco tradotto in Italia. Ribelle, indisciplinato, protagonista di una vita disordinata per di più interrotta a soli 38 anni, sembra il prototipo dello scrittore di un certo immaginario. Qui si racconta di un romanziere in esilio volontario alla ricerca del nuovo libro. Lo scrivere è inteso come ricerca ossessiva e senza compromessi di se stessi, perenne guerra contro i propri fantasmi. Un libro capace di raccontare la genesi di un romanzo con una potenza espressiva, una tragicità, davvero assolute. Una storia avvincente, romantica che vi spingerà definitivamente verso la scrittura o verso il desiderio di darvi all’ippica.


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