Nel tempo di mezzo, di Marcello Fois

Nel tempo di mezzo Nel tempo di mezzo, di Marcello FoisA tre anni dal precedente Stirpe, Marcello Fois torna con Nel tempo di mezzo, secondo capitolo della saga sulla famiglia Chironi, florida e disgraziata, di cui ora si racconta la discendenza, inattesa, lungo tre grandi archi temporali che vanno dal 1943 fino al 1978; tempo di mezzo tra una civiltà ancora ostinatamente contadina e i miraggi del boom economico, quando “si cominciavano a rigettare gli abiti locali come scorie di epoche remote e si barattavano mobili fatti a mano per tinelli industriali”.

A dieci anni Vincenzo Chironi viene messo a parte di un segreto che lo riguarda: Padre Vesnaver, dell’orfanotrofio di Trieste dove il bambino è cresciuto come figlio di NN, gli svela che invece no, una famiglia esiste. Così almeno attesta un gualcito documento notarile. Qualcuno forse allora lo aspetta a Nuoro, una macchiolina sull’atlante che il dito del sacerdote quasi non riesce a indicare. Solo diciassette anni anni dopo, Vincenzo troverà finalmente il coraggio di salire su un bastimento per la Sardegna.

Lui, cresciuto fra i silenzi e l’ordine di un orfanotrofio friulano, sbarcherà in una terra apparentemente senza tempo né dimensione, che la prosa di Fois ci restituisce in tutta la sua asperità, quasi facendocene sentire i profumi e l’abbacinante meraviglia. Qui il protagonista dovrà adattarsi a un nuovo passo, più cauto, incerto e faticoso. A guidarlo nel cammino in questa sorta di terra promessa, dove la guerra è solo una eco lontana, troverà il caprone di un pastore cieco e un prete fuggito all’epidemia di malaria che sembra non risparmi nessuno. Un viaggio dove la morte assume i contorni delle piaghe bibliche e dove la natura si eleva a personaggio romanzesco, incantato e violento. Giunto a Nùoro, Vincenzo troverà il nonno, Michele Angelo (la cui storia è raccontata nel primo capitolo della saga) e la zia Marianna, infelice guardiana di una casa che la morte ha svuotato:

“Loro erano come rami secchi, diceva, come piante infruttuose, che solo per incuria o per pigrizia non sono state divelte, e che d’improvviso producono una gemma, un segnale di vita, dove si constatava solo morte certa”.

La gemma è Vincenzo, grazie a lui la vita sembra tornare sulle lacerate esistenze dei Chironi: le piante di limone che sbarravano il portone dell’officina del vecchio fabbro Michele Angelo vengono tolte, l’attività riprende, arriva un nuovo amore. Anche il Continente comincia a cambiare, a suggerire un futuro diverso ricco di benessere che arriva con “gli elettrodomestici americani come nelle case viste al cinematografo”. E giunge persino lì, in quell’isola, “zattera in mezzo al Mediterraneo”.

Rispetto a Stirpe, vicenda affollata di personaggi, stavolta la narrazione si fa più concentrata, più concisa, ma la prosa dell’autore resta potente e sanguigna. La Storia del nostro Paese ci giunge, come un tonfo lontano, dal racconto di vicende familiari che sembrano risiedere altrove nello spazio e nel tempo. Un’altra prova del talento narrativo di Fois che aspettiamo di leggere nel terzo e ultimo capitolo della saga.

Marcello Fois
Nel tempo di mezzo
Einaudi, 2012, 263 pagine

Nel tempo di mezzo in eBook

 

Sempre caro Nel tempo di mezzo, di Marcello FoisChi è Marcello Fois

Nasce a Nùoro nel 1960. Alterna l’attività di romanziere, in cui esordisce nel ’92 con Ferro recente, con il lavoro di sceneggiatore per la televisione e il cinema. A dispetto della sua giovane età è uno degli autori italiani conosciuti anche fuori dai confini nazionali. Le sue opere sono state tradotte in numerose lingue e hanno ricevuto svariati riconoscimenti tra cui il Premio Calvino assegnato a Picta. Finora il suo capolavoro, a mio avviso, resta Sempre caro, romanzo incentrato sulla figura di Bastianu, avvocato e poeta coinvolto in un’inchiesta giudiziaria all’alba dell’Unità d’Italia. Da un autore così prolifico tuttavia c’è da aspettarsi altre gradite sorprese. Marcello Fois Nel tempo di mezzo Einaudi 2012, 263 pagine


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