- inMondadori.it
- Blog
La morte del grande Carlos Fuentes
Di notte, il mare e il cielo sono un tutt’uno e perfino la terra si confonde con l’oscura immensità che avvolge ogni cosa. Non ci sono fessure. Non ci sono tagli. Non ci sono separazioni. La notte è la migliore rappresentazione dell’infinità dell’universo. Ci fa credere che niente abbia inizio e niente abbia fine. Soprattutto quando, come stanotte, non ci sono stelle.
Compaiono le prime luci e la separazione comincia. L’oceano si ritira nella propria geografia, un velo d’acqua che nasconde le montagne, le valli, le gole marine. Il fondo del mare è una camera d’echi che non arrivano mai fino a noi, e ancora meno fino a me, in quest’alba. So che il giorno sconfiggerà questa illusione. E se non nascesse più un nuovo giorno, cosa accadrebbe? Allora crederò che il mare abbia rubato la mia forma.
Così comincia Destino (Il Saggiatore), di Carlo Fuentes, uno dei piu grandi scrittori latinoamericani di tutti i tempi, morto oggi 15 maggio 2012.


Grazie Carlos,
a casa mi aspetta Destino.
Leggerò con nostalgia infinita e rabbiosa dolcezza le tue parole…