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Olivia, di Paola Calvetti (ovvero: la lista dei sogni possibili)
Per farti capire cosa aspettare da Olivia di Paola Calvetti, ti consiglierei di leggere la scena che apre il romanzo, in cui gli sguardi di due bambini si incrociano e si parlano, nel silenzio assoluto di un sogno. Perché in quella paginetta di prologo, c’è non la storia ma la sua struttura portante, la premonizione di una geometria della casualità che si sviluppa a poco a poco nella trama, tessendo i suoi fili fino a formare un’immagine nitida, finalmente compiuta.
All’inizio, la storia sembra formata da tasselli indipendenti, che si sviluppano in alternanze
parallele tra le vicende di Olivia e di Diego. Lei, precaria trentenne appena licenziata che si rifugia in un bar con il suo scatolone per smaltire la delusione e ripararsi da un clima infame. Seduta al tavolino formula un piano di contrattacco contro questa vita che sembra sempre andare storta, e con una scrittura spontanea o colloquiale – come se il lettore fosse al tavolo a fianco ad origliare i suoi pensieri – racconta tutto quello che viene omesso nella freddezza formale di un curriculum: gli amori, il ricordo della nonna illuminata, le amicizie. Perché il lavoro, anche quando lo si perde, davvero non è tutto: è ben altro a scaldare il cuore. E Olivia se ne accorge, proprio grazie a quella mattinata di dicembre iniziata nel peggiore dei modi.
La storia di Diego invece è la ricerca di una prospettiva da cui capire gli eventi e la loro successione caotica eppure infallibile. C’è l’ossessione dei ricordi, che però a poco a poco si alleggerisce, aprendo quella spirale di dolore, facendola proseguire verso l’alto e verso una risoluzione, un nuovo inizio. Ed è lì che arrivano i due protagonisti, attraverso coincidenze silenziose e fili che si intrecciano nell’ombra, trovando quella “serendipità” di cui parla Olivia nelle prime pagine del romanzo.
Personalmente, ciò che mi ha più colpito di Olivia è stato proprio questo piccolo miracolo che la scrittura a volte rende visibile: il lento maturare di piccoli semi di coincidenze e indizi in fatti; il processo di evoluzione di questi fatti, che da apparentemente separati formano un panorama esteso, ampio, ordinato, secondo la dinamica logica e illogica della vita, dandole un senso.
Chi è Paola Calvetti?
Cosa c’è nel curriculum dell’autrice? Moltissima scrittura! Paola Calvetti ha lavorato per quotidiani nazionali, uffici stampa e nell’ambito della comunicazione. Oggi scrive per il Corriere della Sera e per Io Donna ma soprattutto tanti romanzi, fra cui Né con te né senza di te, Perché tu mi hai sorriso, Cara sorella (Bompiani) e Noi due come un romanzo (Mondadori).
Il trailer di Olivia



Grazie per la recensione… Bellissima. Solo che il titolo è “Olivia ovvero la lista dei SOGNI possibili…
paola
ehi, ma davvero è proprio l’autrice?
In persona!
Ciao
Paola
Ciao Paola, sono un po’ emozionata per questo incontro anche se virtuale, ma vorrei dirti che avevo già letto Noi due come un romanzo, che è stato pubblicato persino negli USA (da St martin’s press, nientemeno, uno dei più grandi editori americani!! complimenti per questa cosa, a quanti autori itliani riesce? pochissimi…) però Olivia è persino più bello del precedente… lo dico da aspirante scrittrice, ma per il momento è solo un sogno… Ho visto che sei su facebook, adesso provo a iscrivermi anch’io, anche se non so se ci riesco, con la teconologia sono persiono più imbranata di Emma…
Olivia è una delle tante vittime che il turbocapitalismo miete quotidianamente: come si può reagire a questo mondo precarizzato, in cui un pugno di imbecilli (vedi l’AD della Breston&Partners e la sua degna comare Direttrice delle “Risorse umane” -è così che questi soggetti definiscono la gente) tiene in sospeso le vite della maggior parte delle persone?
E’ la riflessione che impegnerà Olivia durante le ore che trascorrerà nel bartabacchi in cui s’è rifugiata subito dopo il “licenziamento”… in un’altra parte della città intanto, un personaggio maschile non meno tormentato di lei sta venendo a capo dei suoi problemi, che sono di tutt’altra natura. Inutile se non impossibile voler raccontare questo romanzo, complesso e affascinante come pochi: dico solo che è il migliore almeno degli ultimi venti che ho letto.
Wanda sei la prima lettrice che dà alla DRU il posto che merita!
Paola Calvetti
Paola e tu sei la prima scrittrice con cui è possibile dialogare sul serio (prendo per buona la cosa che sia tu in persona, perché perdonami ma un piccolo dubbio ce l’ho): davvero non capita tutti i giorni! Hai un successo strepitoso (del resto pubblicare negli Stati Uniti non è da tutti) eppure non te la tiri affatto! che sia anche questo uno dei segreti del tuo successo?
con molta simpatia, cordialmente
Wanda ciao,
sono io, certo! Ed è certo che non me la tiro, non c’è nulla di cui “tirarsela”…
Anzi…
siamo tutti sulla stessa barca!
paola
quoto!!!
…chissà perché questi direttori delle “Risorse Umane” sono così spesso disumani :-)
Cara Gianna, non so, ma in questo terribile periodo, nel quale il LAVORO è il bene più prezioso (secondo solo alla salute) le DRU … si sentono IL POTERE. La mia esperienza in questo senso è stata traumatica.
Cara Paola ho visto su Youtube le clip di Olivia, e degli elementi autobiografici del romanzo già un po’ sapevo (anzi aggingo il link, con il tuo permesso). Certo che è dura, ma alla fine se ne viene fuori, e poi non tutto il male viene per nuocere, come si dice: la storia di Olivia in questo senso è addirittura emblematica.
http://www.youtube.com/watch?v=FMKeCg0QDWg
Grazie per il link: adoro il booktrailer di Olivia!!!
Paola
L’ha comprato mia moglie, attratta dall’elegante copertina, e io ho cominciato a sfogliarlo per pura curiosità, senza neppure immaginare come sarebbe finita: l’ho divorato in due giorni, in pratica l’ho letto prima io. Che dire, se non che un romanzo così ricco di contenuti è davvero raro oggi che “scrivono” tutti; intanto è una critica (anche “politica”, se vogliamo) al periodo che stiamo attraversando, con le nostre vite rese sempre più precarie dalla rincorsa al profitto da parte di un capitalismo sempre più stupido e incapace di emendarsi (“per me il capitalismo ha i giorni contati”, dice Olivia a un certo punto); poi è sentimento, ma di quello buono, autentico, ossia dei veri affetti, senza neppure l’ombra di quel sentimentalismo degenere che ci respinge; infine è anche amore con un pizzico di realismo magico che è la ciliegina sulla torta, di un romanzo davvero troppo bello per questo mondo. Se dovessi riassumerlo con un solo aggettivo direi “felliniano”, leggete e capirete. Romanzo assolutamente da non perdere, e lo dico da lettore forte di autori quali Roth, Kundera etc, per dire che non sono per niente un palato facile.
Complimenti all’autrice (di cui adesso leggerò anche altro), e saluti.
Grazie Sergio: mi piacciono i mariti che rubano i libri (e non altro) alle mogli!
Paola Calvetti
Buona sera a tutti… io condivido sia il post che quello che hanno scritto i commentatori… anche se il commmento in cui maggiormente mi riconosco è questo che mi permetto di postare qui, spero non vi dispiaccia… ho letto anche gli libri di Paola Calvetti, ma Olivia è il mio preferito in assoluto :-) http://cuoredinchiostro.blogspot.it/2012/05/recensione-olivia-ovvero-la-lista-dei.html
Grazie del link!
Paola
Concordo con i commenti sopra, davvero bellissimo questo libro, anzi direi che è imperdibile…
:)
Paola
Scusate se m’intrometto nella discussione, ma è solo per dire che io invece non l’ho letto né l’ho rubato a mia moglie: al contrario gliel’ho regalato per il nostro decimo anniversario, spero vada bene lo stesso.
Un saluto a tutti.
Caro Leopoldo,
certo che va bene. Soprattutto è bello che festeggiate i vostri primi dieci anni insieme!
Auguri e Buon Anniversario,
Paola Calvetti
Grazie infinite, cara Paola, anche a nome di mia moglie!
Recensione:
Avete presente quando vi capita tra le mani un’immagine che vi parla? Potrebbe essere una foto o una cartolina che rappresenti qualcosa di così bello che sentite il bisogno di tenerlo in mostra, appendendolo in qualche luogo in cui i vostri occhi possano correre in ogni momento. (Banalmente, io prendo quell’immagine e la piazzo sul frigo).
Dopo aver letto Olivia ovvero la lista dei sogni possibili, ho avvertito la stessa sensazione (o tentazione?) che mi trasmettono le immagini di cui mi innamoro: avrei voluto prendere il libro e appiccicarlo da qualche parte, su di una parete (che per me equivale sulla porta del frigo!), perché merita un posto in primo piano. Un posto su cui posare gli occhi e ritrovare i pensieri, le emozioni e le riflessioni nate durante la lettura… Da quando ho terminato questo romanzo, mi sono accorta di riservargli delle attenzioni particolari, rispetto ad altri.
E’ un libro che vorrei sempre sul mio comodino: sì, perché è uno di quelli che puoi aprire a caso (ovviamente dopo averlo già terminato) e farti trascinare in qualsiasi momento da una qualunque delle sue pagine, quasi fossero un vademecum per lo star bene.
E’ un libro da borsa (da affiancare alla lettura in corso che trova sempre il suo spazio in quella stessa borsa). Sì, perché penso che Olivia sia la giusta compagnia e sappia usare le giuste parole qualunque sia il mio umore, ovunque io sia. Un po’ come una migliore amica formato tascabile.
E’ un libro con cui farsi fotografare (lo so, non esiste una categoria del genere ma nella mia testa sì!): se in questo momento dovessi scegliere un libro con cui farmi fotografare per rappresentare il mio rapporto con la lettura, bé, non avrei dubbi sulla scelta. E’ fotogenico ;)
E’ un libro da abbracciare. Lo so, tutti potrebbero esserlo. Ma sinceramente proprio non mi ci vedo ad abbracciare, che so, un thriller. Olivia è proprio fatta apposta.
E’ un libro su cui soffermarsi. Durante la lettura, fin dalle prime pagine, il mio istinto era quello di soffermarmi su ogni pagina, ma anche meno, su ogni frase, chiudendo gli occhi e ripetendola nella mia mente. Immaginandola, sognandola: avevo la sensazione che ogni frase avesse bisogno di essere liberata per poi avere la possibilità di trasformarsi per diventare vita, verità. Un libro le cui parole devono essere sciolte dall’incantesimo: per farlo è necessario assaporare ogni attimo, soffermarsi, premere pause. Se si legge troppo velocemente si perde qualcosa.
E’ un romanzo da rileggere. So che tutti potrebbero facilmente rientrare nella categoria ma, per i miei standard, solo pochissimi possono farne parte. Come lettrice sono spesso presa dall’ansia che non riuscirò mai nella vita a leggere tutti i libri che vorrei, e le riletture diventano perciò una sorta di allontanamento del mio obiettivo. Solo quelle particolarmente belle, quelle responsabili di un mio cambiamento, quelle capaci di farmi sentire bene, di rendermi felice, solo quelle meritano una rilettura. Olivia merita, ovviamente.
Perché?
Perché Olivia rappresenta uno dei peggiori incubi del cittadino italiano: la disoccupazione. Il licenziamento. Il ritrovarsi senza un lavoro nonostante gli studi, l’impegno, la passione, le qualifiche. Di fronte alla peggiore crisi economica che ha investito il mondo occidentale, Olivia non ha armi. Nessuno di noi le avrebbe. E se il cinema e la letteratura italiana degli ultimi anni ci hanno insegnato un modo pessimistico per affrontare la situazione (depressione, fallimento, crisi coniugali, complesso di inferiorità, gesti estremi… ), Olivia ci regala un nuovo punto di vista. Prendiamo queste pagine e indossiamole come occhiali attraverso cui vedere un mondo che da soli non saremmo capaci di scorgere: un mondo che anche se scosso da un imprevedibile licenziamento riesce a ricostruirsi pian piano, nella mente della ragazza, attraverso i suoi sogni, i suoi ricordi, le sue future scelte. Una giornata trascorsa in un semplice bar-tabacchi, osservando il mondo che scorre davanti ai suoi occhi e quello che scorre dentro di lei, restituirà ad Olivia la fiducia nel mondo, e in se stessa.
E se non vi ho parlato di Diego, è perché voglio che lo scopriate da soli. Voglio che scopriate la possibilità che un amore nasca mentre si cerca il modo di affrontare una crisi lavorativa, e che quando accade, sentiate anche voi che quella non è altro che serendipità.
Non so e non voglio dire altro.
Mentre ero alla ricerca di una storia che mi rappresentasse (anche io a 32 anni son stata colpita dalla – se non peggiore ma quasi – crisi economica, perdendo il lavoro e ritrovandomi ancora oggi senza nulla), ho trovato qualcosa che non mi aspettavo: un libro da amare. Ho avuto anch’io la mia inaspettata quanto favolosa serendipità.
(P.S: Rileggendo tutto quanto scritto sopra, mi rendo conto di non avervi detto tutto ciò che avrei voluto. 180 pagine di romanzo, si potrebbe pensare sia breve, si potrebbe pensare finisca subito e finisca nel dimenticatoio: in realtà è così intenso, così forte, che avrei voluto e dovuto raccontarvi tanto altro per farvi capire quanto l’ho amato… ma non sono una scrittrice, e la Calvetti non ha bisogno di me per incantarvi. Spero che, nonostante le mie parole mancate, lo leggiate e ve ne innamoriate follemente!)
“Olivia ovvero la lista dei sogni possibili” è tante cose in un solo libro.
Intanto è un ottimo romanzo, proprio in senso tecnico, ben scritto e composto con il giusto ritmo, che ne rende la musica profonda immediatamente godibile fin dalla prima lettura (sì perché l’ho letto due volte, i buoni libri si fanno rileggere).
Poi è anche una sorta di prontuario, se vogliamo, per non soccombere in tempi di precariato: come non cedere allo sconforto quando il tuo “profilo” viene soppresso e il contratto non ti viene rinnovato? Olivia ha le sue idee in proposito, che includono anche vere e proprie liste di cose da fare e da evitare; e nel mentre continua il buffo e tenero dialogo, a base di segnali e interpretazioni, che da sempre intrattiene con la nonna morta, quella che l’ha cresciuta e che le ha insegnato i sentimenti (già, perché i genitori erano troppo occupati col lavoro, e in quanto razionalisti sessantottini all’emotività concedevano poco o nulla).
Diego, il personaggio maschile, dal canto suo risulta persino più fragile sensibile e complesso di Oliva, anche perché proveniente da una famiglia segnata da un grave “evento” (come lo definisce l’autrice stessa nelle clip visibili su Youtube).
Né guasta sapere che per entrambi i personaggi l’ispirazione è prevalentemente autobiografica (è sempre l’autrice a rivelarlo nella clip), come dire che in questo romanzo c’è la vita vera dentro, buffa a volte tragica, insomma la vita.
Grazie Cinzia!!!
Di niente, Paola. Piuttosto grazie a te per averci regalato questo splendido sogno possibile…