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José Saramago: i 10 libri migliori (secondo noi)
José Saramago si può considerare a pieno titolo uno dei massimi autori contemporanei. Scomparso da due anni esatti oggi, la sua statura e il valore delle sue opere sono riconosciuti, a ragione, in tutto il mondo. Eppure non è sempre stata facile, la vita, per il genio che ha pensato e scritto capolavori come Cecità. Solo dopo parecchie occupazioni precarie riuscì infatti a superare le difficoltà economiche in seno alla sua famiglia di origine, difficoltà che gli impedirono, da ragazzo, addirittura di completare gli studi. Ma il suo talento e la sua estrema sensibilità gli permisero di non arrendersi, e i riconoscimenti per le sue opere sono poi finalmente arrivati a destinazione, attribuendo loro la giusta rilevanza nel mondo delle lettere. Ora noi proviamo, anche se, come sempre, non è facile scegliere, a consigliarvi dieci libri di Saramago che non potete proprio perdere. Buona lettura.
1. Cecità
Forse il più famoso romanzo dell’autore portoghese. La trama: è di una semplicità agghiacciante: gli abitanti di un luogo indefinito e senza tempo perdono improvvisamente la vista. Ma le implicazioni, i risvolti, le sfumature e le sensazioni evocate da questo libro risultano tutt’altro che semplici. La natura umana emerge proprio dalle maglie strette dell’emergenza: luoghi di contenzione, sopraffazione e degrado prendono il sopravvento sui valori e sulla civiltà. Una grande, immortale metafora per spiegare fin dove l’uomo può arrivare.
2. Le intermittenze della morte
Anche qui ci troviamo in un luogo indefinito. Questo senso di straniamento aiuta il grande scrittore a creare già dall’ambientazione le sue atmosfere di indeterminatezza. Siamo a capodanno. Il 31 dicembre, a mezzanotte. Accade qualcosa di assurdo e inaspettato: sopraggiunge l’eternità. Ovvero, si smette di morire e s’instaura una promessa di vita eterna per tutti. All’apparenza pare una buona notizia, ma non è così sicuro che lo sia.
3. Il viaggio dell’elefante
Un’altra circostanza irreale e misteriosa. Dall’India, arriva in Europa l’elefante Salomone. Siamo nel XVI secolo e il sovrano del Portogallo, Joào III, decide di portarlo in dono all’arciduca Massimiliano. Di questo elefante non si capisce bene l’utilità, è una presenza placida ma anche un po’ inquietante. Massimiliano si trova a Valladolid, e perciò il libro racconta la storia del viaggio di consegna di questo elefante, che però verrà poi trasportato fino a Vienna. Nel percorso succederanno molte cose, compreso un imprevisto miracolo.
4. Caino
Ciò che colpisce nei romanzi di Saramago è il punto di vista. La capacità di portare il lettore a osservare il mondo da altre angolazioni. Detto così sembra facile, ma quando, come in questo caso, l’autore si fa carico addirittura della storia di Caino, assassino per eccellenza e fratricida, e ne esplora le sfaccettature, la questione si complica oltre modo, e si arricchisce. E neppure Dio è più quello che si credeva.
5. Saggio sulla lucidità
Anche in questo caso ci troviamo di fronte a una circostanza soggettiva e surreale. Alle elezioni, tutti i cittadini decidono di votare scheda bianca. Si scopre poi che questa scelta ha a che fare proprio con l’epidemia di cecità che aveva colto il paese tempo prima… Un altro capolavoro assoluto di Saramago, insieme a Cecità forse anche uno dei più amati dal pubblico.
6. Viaggio in Portogallo
Anche il viaggio ricorre nelle opere di Saramago. In questo caso si tratta di un viaggio nella sua terra d’origine, il Portogallo, che diventa lo spunto per riflettere proprio sul tema del viaggiare in sé. Forse questo è il meno “fantastico” dei suoi romanzi, perché in effetti è proprio un inoltrarsi nelle avventure del viaggiatore nella sua essenza.
7. Manuale di pittura e calligrafia
Protagonista di questo Manuale (che però è un romanzo) è H., un pittore senza particolare attitudine per i ritratti, che però di lavoro fa proprio il ritrattista. Questa contraddizione lo destabilizza ma lo aiuta poi anche a capire la vera natura di un mestiere che ha più a che fare con il potere che con l’arte. La storia di H. si incrocerà con quella del suo paese, e comprenderà una parte di Italia.
8. Storia dell’assedio di Lisbona
Un redattore di una casa editrice commette un “errore” su un libro di storia che parla dell’assedio di Lisbona. Un “non” aggiunto che è una piccola parola ma in realtà con un significato potente e radicale. Ci vorrà qualche giorno prima che i suoi datori di lavoro se ne accorgano; nel frattempo lui vive il suo dramma e la sua vita non sarà mai più la stessa.
9. L’anno della morte di Ricardo Reis
Ricardo Reis non è altri che un eteronimo di Fernando Pessoa. La morte di questo “personaggio” è prevista nel 1936, un anno dopo quella effettiva del suo inventore. Pessoa non aveva conferito tridimensionalità al suo alter ego, operazione che compie invece magistralmente Saramago in questo romanzo.
10. Tutti i nomi
Una città senza nome ma con un’anagrafe in attività, presso cui lavora con impegno e abnegazione il Signor José. Sarà una donna misteriosa e senza volto però a destabilizzare la vita di questi impiegato modello, trasformandolo addirittura in un criminale, pur di ottenere i dati e l’identità di lei.
Chi è José Saramago?
Nato ad Azinhaga, Portogallo, nel 1922, Saramago si dedica a diversi mestieri fino ad approdare al mondo dell’editoria. Si oppone con forza alla dittatura di Salazar e inizia una serrata attività giornalistica affiancata a quella di scrittore. Raggiunge il primo grande successo nel 1982 con Memoriale del convento. Nel 1998 vince il Premio Nobel per la Letteratura. Muore il 18 giugno 2010.


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