Simenon: i migliori libri di Maigret secondo me

Simenon

Georges Simenon
Le inchieste di Maigret: tutti i libri
Adelphi

AcquistaScarica ebook

Istinto, umanità, sensibilità, intuito. In due parole: il commissario Maigret. Una boccata d’aria fresca e di eleganza, un personaggio che è ormai un archetipo ed evoca immediatamente le atmosfere parigine e fumose (ma sognanti) di inizio secolo (scorso). Un personaggio unico nel suo genere, letteralmente, perché ben lontano dai modelli classici dell’investigatore algido, smaliziato e astuto del genere poliziesco. Maigret invece è un uomo semplice, di ampie vedute, dall’aspetto imponente e insieme elegantissimo.

Maigret è Maigret.

E nasce dalla brillante intuizione di un grandissimo scrittore, molto amato e tra i più prolifici che si ricordino in letteratura: Georges Simenon. Come il suo personaggio, anche Simenon è ammantato da un’aura di raffinatezza e mistero. Ma insieme da un senso di rassicurante affidabilità. Insomma, anche Simenon è Simenon. E i suoi sono romanzi impeccabili, fluidi, perfettamente architettati. Difficile raccontarli tutti, sono moltissimi, ma come sempre noi ne selezioniamo dieci, ben consapevoli, soprattutto in questo caso, di lasciare fuori qualche titolo importante.

 

1. Maigret e l’uomo solitario
Maigret è così: non si arrende mai e ha a cuore qualsiasi caso; cerca sempre la soluzione, anzi la aspetta, lasciandosi guidare dal destino e dall’intelligenza in uguale misura. Qui la vittima è un clochard molto particolare. Lo chiamavano “il Marchese”, era il senzatetto più fascinoso mai visto nei paraggi. Solo l’istinto di Maigret poteva condurci nei retrobottega del suo passato…

 

2. L’amico d’infanzia di Maigret
Maigret è anche così: il banale ronzio di una mosca, per lui diventa l’ipnotica occasione per perdersi nei ricordi, alla maniera di Proust. Quelle lunghe ore di lezione in cui si immergeva a osservare il volo di un insetto anziché ascoltare il professore! Coincidenza vuole (ma per il nostro commissario le coincidenze non esistono) che proprio quel giorno si presenti nel suo ufficio un vecchio compagno di scuola. Un tempo spavaldo e sicuro di sé, oggi mica tanto. Ha una storia cruenta da raccontare.

 

3. Maigret e il produttore di vino
Ci sono casi semplici. E casi complicatissimi. Questo è uno di quelli complicatissimi. E Maigret per un attimo vacilla. Il presuntuoso, arrogante, trafficone, bieco produttore di vino in questione, freddato all’uscita di una casa di appuntamenti, non aveva altro che nemici. L’assassino dunque potrebbe essere letteralmente chiunque.

 

4. Maigret è prudente
Ci sono momenti in cui Maigret si ritrova coinvolto in situazioni molto intricate dal punto di vista delle indagini. Come nel libro precedente. Altre in cui invece finisce invischiato in complessissimi e arzigogolati sistemi umani, come ragnatele dalle quali sembra impossibile trovare una via d’uscita. In questo romanzo il commissario riceve una lettera che preannuncia un omicidio imminente, riesce a rintracciare il mittente e ad addentrarsi nelle trame fitte della sua bizzarra famiglia. Sì, ci vuole molta prudenza.

 

5. La pazienza di Maigret
Prudenza, pazienza. In ciascuno dei romanzi di Simenon si configurano le virtù (o le fragilità) del commissario. Un po’ come una caccia al tesoro, dove il premio è la costruzione – e per il lettore: il gusto – di un personaggio perfetto e coerente. Anche questa volta c’è un caso di omicidio, come sempre. Qui plurimo, in cui è coinvolto un vecchio criminale corso, un ristorante, un ebreo. E una coppia che non la racconta giusta.

 

6. Maigret si difende
Dicevamo che Maigret è diverso da tutti gli altri investigatori del mondo. Ed è forse per questo che è così famoso e amato. Maigret è umano. Ed è un personaggio così reale e credibile da lasciare sbalorditi. Qui ad esempio ha un crollo. Si fa fregare come un principiante da un’astuta adolescente che afferma cose false sul suo conto. In una torrida Parigi estiva, il commissario si sente sconsolato, e disgustato. Vorrebbe lasciar perdere tutto, precipitare nella depressione: ma alla fine si riprende, ha un’intuizione, si difende, torna in sé. E il lettore tira un sospiro di sollievo.

 

7. Maigret perde le staffe
E poiché lui è praticamente un essere umano, o comunque tra i migliori personaggi di fantasia di sempre (al punto che il suo inventore Simenon gli scrisse anche una lettera!), a un certo punto perde anche le staffe. Per chi lo conosce bene è un fatto raro, ma la vita – e il romanzo – vuol dire anche imprevisti e svolte inimmaginabili. Ci sono infatti assassini verso cui il commissario riesce a posare un occhio quasi compassionevole, verso altri invece, come in questa storia, non prova altro che disprezzo e rabbia.

 

8. Maigret e le persone perbene
Questo è il tipico esempio di come i romanzi di Simenon con Maigret protagonista siano peculiari. Ciò che contraddistingue la gran parte dei casi, infatti, è l’apparente “normalità” delle vittime e il contesto spesso borghese o piccolo borghese nel quale si aggirano le vicende. Ragione per cui è stato facile per un grandissimo numero di lettori sperimentare un senso di identificazione. In questo caso, sempre in una Parigi caldissima e afosa, Maigret deve indagare proprio su un classico “uomo qualunque”. Ma come è possibile? Il commissario patisce molto queste situazioni e ci si impegna al suo massimo.

 

9. L’amica della signora Maigret
A completare la meravigliosa rotondità di questo personaggio, naturalmente c’è una “signora Maigret”. La moglie del commissario, sempre pronta a preparare un buon caffè a qualsiasi ora del giorno e della notte. Una signora deliziosa, riservata, timida e gentile. Che però, in questo romanzo, si ritrova suo malgrado su tutti i giornali. Che cosa sarà mai successo? C’è sicuramente lavoro per il commissario.

 

10. Memorie intime
E dopo aver scritto centinaia di romanzi, in gran parte con protagonista Maigret, Simenon, che aveva abituato i suoi lettori a una produzione florida e sicura come un fiume tranquillo, decide di smettere di lavorare ai suoi libri. Ma poi a un certo punto rompe il silenzio, e, nel 1980, scrive questo. Un memoir che ha commosso e stupito il mondo. Pezzi importanti della sua vita, confessioni. E il tragico suicidio della figlia Marie-Jo.

 

Simenon in breve

Nato a Liegi nel 1903, Georges Simenon è noto a tutti per aver inventato il commissario della polizia francese Jules Maigret. E per aver prodotto centinaia di romanzi e racconti. La sua carriera di narratore e giornalista non ha avuto soste, fino agli inizi degli anni Settanta, quando decide di fermarsi. Riuscirà però a rielaborare gli eventi più traumatici della sua esistenza solo nel 1980, ricominciando a mettere i suoi pensieri nero su bianco.


Scritto da tazzinadicaffe - 1 agosto 2012

commenti

Comments are closed.

Torna su
More in Scrittori (1 of 16 articles)
Gabriel Garcia Marquez, L'autunno del patriarca, particolare della copertina


Realismo. Magico. E da queste due parole, ne saltano fuori subito almeno altre tre: Gabriel. García. Márquez. Un nome (anzi tre) che tutti quelli che amano i libri prima o poi ...